GENITORI DI ADOLESCENTI

1. COMUNICAZIONE IN FAMIGLIA

2. PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE

3. LA COPPIA GENITORIALE

4. ALLEANZA SCUOLA-FAMIGLIA

5. LINK UTILI

6. CONTATTA ESPERTO

   

PROGETTI DI RICERCA

L’adolescenza è un periodo particolare della vita dei ragazzi. Molti sono i miti o le idee “bizzarre” su questa fase della vita, che non sempre aiutano i genitori nel loro ruolo.

Prima di tutto è necessario un excursus storico del concetto di adolescenza. In particolare la distinzione necessaria con il concetto di pubertà.

PUBERTA': periodo di cambiamenti fisici legati allo sviluppo del corpo e l’attività delle ghiandole sessuali, che si manifesta nella donna con la prima mestruazione (menarca), nell’uomo con la produzione di sperma. Il termine si riferisce maggiormente ai soli cambiamenti fisici e corporei.

ADOLESCENZA:adulto-ou-criança indica il periodo di transizione psicologica e sociale tra l’infanzia e l’età adulta. L’adolescenza spesso coincide con la pubertà, ma i confini di questo periodo sono sempre più vaghi e differenti da persona a persona.  In particolare esistono alcune popolazioni in cui il periodo dell’adolescenza, nel modo inteso in occidente, non esiste e con l’inizio della pubertà e tramite “riti di passaggio” i bambini entrano nel gruppo degli adulti.

Essendo un costrutto legato ad aspetti psicologici e sociali, è fortemente influenzato dalle caratteristiche individuali, famigliari e culturali. Inoltre il periodo storico è da tenere in considerazione per meglio comprendere quando è considerabile che la persona sia “uscita” dall’adolescenza ed entrata in età adulta. genitori-e-figli-problemi

Inoltre esiste anche il costrutto della PRE-ADOLESCENZA (circa tra gli 11 e i 13 anni), in cui è appena accentuata la pubertà, ma si riscontrano già alcune caratteristiche tipiche degli adolescenti “veri e propri”.

Daniel Offer propone una tesi innovativa in relazione all’adolescenza, definita teoria multipla dello sviluppo normale. In tale analisi evidenzia come l’adolescenza non sia sempre un periodo problematico, tumultuoso e dagli esiti imprevedibili.

Infatti sottolinea come esistano quattro configurazioni evolutive:

  1.  crescita continua (23%) relativamente tranquilla, con fiducia, buon adattamento e soddisfazione; le difficoltà sono affrontate con negazione e isolamento come difese.
  2. crescita discontinua (35%) a sbalzi, con depressioni, instabilità, lieve angoscia e dipendenza dagli altri significativi; le difficoltà sono affrontate con rabbia e colpevolizzando all’esterno.
  3.  crescita tumultuosa (21%), in subbuglio, problematica, con crisi e angoscia, dipendenza dai pari; le difficoltà sono affrontate con alte difese.
  4.  crescita non classificabile (21%).

I comportamenti descritti potrebbero sembrare disfunzionali e non “adatti” all’ambiente, ma in realtà Offer propone di osservarli senza la lente della patologia. Spesso infatti tendiamo ad associare alcuni comportamenti a una patologia, mentre in realtà sono naturali e funzionali per la persona che li mette in atto. adolescenti-ok

Un genitore è bene che rimanga in allerta, ma analizzando il comportamento del figlio in maniera neutra e legandolo ad aspetti contestuali. Spesso infatti problematiche scolastiche nascondono problematiche famigliari e viceversa.

Togliersi l’idea di comprendere e categorizzare tutti i comportamenti di un adolescente aiuta a meglio comprenderli, entrare in contatto con loro e aiutarli realmente in caso di necessità.

Il secondo passo fondamentale è provare a ricordare i propri vissuti in adolescenza, cercando di immaginarli nel contesto odierno, in continua evoluzione e dinamicità.

Un pensiero su “GENITORI DI ADOLESCENTI”

  1. Nel suo osservatorio, al centro Minotauro, tra incontri e diagnosi cliniche, ha messo a fuoco la mancanza di una modalitа affettiva e relazionale per gli adolescenti, stimolati all eccesso da piccoli, ma incompresi nel viaggio per diventare adulti.

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